Scozia: l’isola di Skye in 2 giorni

Dalla catena montuosa dei Cuillin Hills si irradiano una serie di penisole, frutto di un’antica attività vulcanica, dalla quale prese vita l’isola di Skye.
Rimane oggi l’appellativo di isola, perché d’altra parte, se non fosse stato per l’azione umana, tale sarebbe, per quanto vicina alla Mainland. Tuttavia, nel 1995 fu costruito il lungo ponte che oggi connette Skye con le Highlands.
Beh, che si scelga di raggiungere Skye via terra o via mare, mettere piede su quest’isola è come accedere a un altro mondo. Non so bene spiegare cosa ho provato nei confronti di questo posto, ma in principio non mi sono sentita meravigliata come mi aspettavo. Ormai l’isola di Skye è irrimediabilmente presa d’assalto dal turismo, quindi si vedono ovunque immagini falsate e descrizioni di un mondo incantato. Tutto questo non aiuta a mantenere basse le aspettative e una vaghissima delusione è un rischio concreto. Poi però, per quanto inizialmente non abbia trovato l’isola più bella di altri luoghi in Scozia, la sua forza comunicativa è arrivata, a scoppio ritardato.
È stato come quando si conosce una persona senza sapere ancora che diventerà il nostro grande amore. L’isola di Skye è effettivamente questo, un sentimento che si fa via via più forte, un insieme di tasselli che insieme compongono un puzzle bellissimo.

Era già autunno quando siamo arrivati, eppure il verde brillava intenso non appena il sole si apriva ad investirlo con la sua luce dorata. Il verde di Skye è il più brillante che abbia mai visto. Viene quasi da credere che cose simili siano possibili solo per un intervento magico.

1. Come raggiungere l’isola di Skye e organizzare il viaggio

Infine, raccomando almeno 3 giorni per visitare l’isola in tranquillità e magari concedersi un trekking o un’escursione guidata. Noi siamo stati soltanto due giorni e abbiamo dovuto tagliare a malincuore alcune delle cose “imperdibili”.

2. Primo Giorno: da Armadale a Glendale lungo la costa ovest

È una deviazione rilevante quella per Elgol, quindi, in base alle tempistiche e ai gusti, si può tranquillamente eliminare per risparmiare un’ora abbondante.
Abbiamo proseguito il nostro itinerario poi dirigendoci verso nord e fermandoci al famoso Sligachan Old Bridge. Ci troviamo adesso nel Glen Sligachan. Il terreno torboso che lo ricopre è tra i meglio conservati in Scozia, motivo per cui è bene rimanere sui percorsi tracciati. Pensate che il terreno torboso riveste solo il 3% della Terra e ben il 20% della superficie scozzese ne è composta! La visita al ponte può prendere 10 minuti come alcune ore se si decide di prendere uno dei percorsi trekking o partecipare a un’escursione. Questa regola è valida per tutta la Scozia e soprattutto per l’isola di Skye, un vero paradiso per il trekking, a patto che la pioggia non sia un problema.

In realtà qui troverete due ponti, quello antico e quello moderno. L’Old Sligachan Bridge è l’originale ed è ora utilizzato solo pedonale. Accanto ad esso, è stato costruito un nuovo ponte per i veicoli. L’Old Sligachan Bridge fu costruito tra il 1810 e il 1818. All’antico ponte si lega anche una leggenda, quella della feroce guerriera scozzese, Scáthach. Scáthach era molto forte ed era in grado di battere qualsiasi uomo in battaglia. Ben presto questo la rese famosa e venne sfidata dal guerriero irlandese Cú Chulainn, deciso a dimostrare la sua forza. I due lottarono per settimane perché la loro forza era la medesima; il vigore dei colpi fu tale che la terra tremò e si formarono valli e montagne. Lo scontro sarebbe andato avanti finché uno dei due non fosse morto. La figlia di Scáthach era sconvolta a questo pensiero e, non vedendo alcuna possibilità di vittoria per la madre, fuggì verso il fiume Sligachan. Qui pianse a dirotto implorando la fine del combattimento. Forse non è poi così noto che l’acqua funge da passaggio tra il nostro mondo e quello delle fate, che la udirono e decisero di aiutarla. Dovette infilare il volto nell’acqua però per udire il consiglio delle fate. Le consigliarono di preparare un pasto caldo il cui odore avrebbe attratto i guerrieri e fatto interrompere il combattimento. I guerrieri stavano lottando da settimane e avevano una fame terribile. L’odore li richiamò fino alla cucina, qui si sedettero e mangiarono insieme.
La condivisione del pasto segnò la fine dei combattimenti.
Secondo la leggenda, la bellezza della figlia di Scáthach e le lacrime d’amore versate nel fiume fanno sì che chiunque abbia il coraggio di immergere il viso nell’acqua riceva la bellezza eterna dalle fate.

Già mezzi bagnati, abbiamo proseguito in auto fino alle Fairy Pools. Per visitare quella che forse è una delle top 5 attrazioni scozzesi. Raggiunto il punto, bisogna parcheggiare nell’area a pagamento all’inizio del sentiero. Il parcheggio costa 6,70€, una bella somma ma che permette di tenere in modo impeccabile il sentiero. Nel parcheggio custodito ci sono anche i bagni.
Il percorso base delle Fairy Pools è lungo di circa 2,5 km e, tra soste fotografiche e passeggiata, bisogna mettere in conto un paio d’ore. Le vasche sono certamente magnifiche, ma quello che le rende incantevoli è il contesto generale davvero splendido. Ovviamente sono di parte perché amo i posti piovosi e camminare sotto la pioggia! E quanta pioggia! Avevamo anche la biancheria fradicia quando abbiamo finito la visita, per cui consiglio di portare sempre dei sovrapantaloni impermeabili e anche una cerata da mettere sopra la giacca, per un viaggio in Scozia, soprattutto di autunno.

3. Secondo Giorno: il nord e Portree

Quella mattina ci siamo alzati e siamo usciti di casa che ancora il buio non aveva totalmente lasciato spazio al giorno. La luce è aumentata momento dopo momento svelando un paesaggio sempre più bello e promettendo una giornata sufficientemente serena. Il primo luogo che abbiamo visitato è stato Neist Point Lightouse, a soli quindici minuti dal nostro alloggio. Si tratta probabilmente di uno dei luoghi più incredibili della Scozia. Ciò che rende famoso questo posto è il faro abbandonato, che è certamente affascinante e da un tocco di mistero all’ambientazione. Ma quello che veramente lascia senza fiato è il paesaggio. Posso tranquillamente affermare che si tratta del posto più bello sull’isola di Skye e che è assolutamente da non perdere per chi visita l’isola. Per raggiungere il faro si parte dalla strada e attraverso una ripida gradinata e un sentiero lastricato si scende giù fino al margine della scogliera.

Si può passeggiare a lungo qui, godendosi il panorama e ammirando le centinaia di pecore che brucano l’erba a due passi dall’oceano, beandosi con loro della calma e della pace assoluta che si respirano. Noi siamo arrivati intorno alle 8:30 del mattino; eravamo soli ed è stato emozionante. A Neist Point troverete la pace totale dei sensi. Il faro fu costruito da Alan Stevenson ai primi del Novecento. Questo ingegnere ha costruito addirittura 23 fari in Scozia e suo cugino fu proprio il Robert Stevenson che scrisse il romanzo Dottor Jekyll e Mister Hyde! Il faro ha funzionato dal 1909 al 1990, anno in cui è stato reso automatico e, di conseguenza, il custode non fu più necessario. Oggi, l’edificio del faro è in netto stato di abbandono e degrado.
Sarei potuta stare ore e ore ad ammirare le pieghe di quelle scogliere che si gettano in mare, ad ascoltare il rumore dell’oceano e oserrvare il verde e soffice manto erboso che le ricopre.

Risaliti in macchina, ci siamo diretti verso un altro posto molto curioso sull’isola di Skye, sicuramente il più bizzarro che abbiamo visto. Mi riferisco al Fairy Glen, una valle composta di colline coniche percorse da sentieri sottili che si attorcigliano come spirali e si diramano ovunque in una sorta di labirinto. Si tratta di un paesaggio veramente fiabesco, ma il nome Fairy si riferisce soltanto alla sensazione che procura grazie alla sua originalità morfologica; non esistono tuttavia specifiche leggende legate alle fate.
Il mio consiglio è di smarrirvi un po’ tra i vari piccoli sentieri e salire fino in cima alle colline per ammirare il panorama dall’alto. Guardando verso l’orizzonte si scovano tantissime cascate. I cerchi fatti con i sassi che si vedono sui prati sono invece soltanto opera delle persone che vogliono rievocare qualcosa di magico.
Come sempre, per visitare il posto, anche qui, bisogna parcheggiare nell’area apposita e pagare 3,30€.

Una opinione su "Scozia: l’isola di Skye in 2 giorni"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: