30 ore a Copenaghen: itinerario tra i luoghi più iconici della città.

Il tempo che ho dedicato a Copenaghen è sicuramente inferiore a quello che meriterebbe, ma mi ritengo comunque soddisfatta e credo di essermi fatta una buona idea della città, che mi è mediamente piaciuta.
Copenaghen è una città piccola per essere una capitale, ma non piccolissima da essere girata interamente a piedi se si ha poco tempo. Volendo visitare in maniera completa e con più calma la città, direi di sostare per almeno 4 giorni.

Come raggiungere il centro dall’aeroporto di Copenaghen e come muoversi

L’aeroporto di Kastrup è collegato in diversi modi con il centro. In base al punto della città verso il quale si è diretti, si può prendere la metropolitana (ci sono soltanto 4 linee) oppure il treno. Da Kastrup alla stazione centrale, København H, la scelta migliore è il treno che, in soli 20 minuti, conduce a destinazione. Costo del biglietto 9,70€.
Per muoversi in città, il mio consiglio, se si ha poco tempo, è quello di affidarsi ad un mezzo di trasporto.
C’è l’opzione molto popolare del bike-sharing, oppure i mezzi pubblici. Noi abbiamo optato per la seconda, acquistando la Copenaghen Citypass per i mezzi pubblici. Il costo del citypass è di 10,80€ / 80 corone, per 24h nella zona 1 e ci ha permesso di utilizzare tutti i mezzi pubblici di Copenaghen: metropolitana, treni e autobus. Capire come funzionano i mezzi a Copenaghen è molto semplice e gli autobus sono quasi sempre puntuali. Sfato subito il mito della perfezione nordica: 1 autobus su 5 è in ritardo o addirittura salta la corsa. Ma tranquilli che prima o poi arriva!
Il citypass si può acquistare alle macchinette interne alla Central Station oppure alla biglietteria, ancora una volta dentro la stazione. Le macchinette non sono facilissime da utilizzare, quindi per questo passaggio consiglio di andare da un operatore umano. E’ più semplice e ci vuole un attimo.

Dove dormire a Copenaghen
Cosa fare a Copenaghen in meno di 2 giorni – Giorno 1

Avendo veramente poco tempo, ho pensato che un itinerario a piedi e mezzi pubblici tra i principali monumenti fosse un buon modo per visitare la città, senza stare a “perdere” ore all’interno dei musei, per quanto mi sia dispiaciuto ovviamente!

Una volta scese alla fermata della metro Christianshavn, abbiamo iniziato il nostro tour dalla Chiesa del Nostro Redentore, attratte dal suo campanile dalla forma elicoidale. Siamo entrate nella chiesa, dove si trova uno degli organi lignei più belli che abbia mai visto, il più grande dei paesi nordici. La chiesa è in stile barocco fiammingo, realizzata dall’architetto Lambert van Haven. Al suo interno sono presenti decorazioni molto particolari, come gli elefanti, simbolo assoluto della monarchia e dell’Ordine degli Elefanti, il più alto tra gli ordini della Danimarca. Nella chiesa se ne contano ben 40. Si dice anche che il suo architetto si suicidò al compimento del campanile, quando scoprì che la torre “si attorcigliava” nel verso sbagliato. Ma è soltanto una leggenda!

A pochi passi si trova l’ingresso di Christiania, la città libera. Christiania è ancora oggi, sin dal 1971, una sorta di isola felice della capitale, un quartiere che segue regole proprie, fondate sui concetti di uguaglianza, tolleranza e vita lenta. Queste regole sono: non fare fotografie dove non consentito, come in Pusher Street, le droghe leggere sono legalizzate – ma dalle facce degli avventori mi pare evidente che anche quelle pesanti circolino alla grande -, non sono ammesse forze dell’ordine – che però trincerano il perimetro perché alcol + droga non sono una combo molto sicura. L’idea che ci siamo fatte è che probabilmente i residenti credono e seguono realmente questo stile di vita peace&love, ma per molti turisti è solo un’ulteriore occasione per far festa.
La parte più gradevole di Christiania è sicuramente la “zona residenziale”, un piccolo frammento agreste nel mezzo della città.

Da Christiania abbiamo utilizzato la metropolitana per raggiungere il primo monumento dell’itinerario che ci eravamo prefisse. Vicine tra loro troverete tre sculture molto importanti per la storia e l’identità cittadina.
Siamo partite dal Marittime Monument. Il monumento è molto bello e commemora i marinai civili caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Poco distante si trova poi la famosissima Sirenetta, Den Lille Havfrue. La scultura è bella ma certamente sopravvalutata. Si dice inoltre che non sia quella originale, conservata chissà dove. La Sirenetta, come immaginabile è assalita da folle di turisti e rimanere per più di dieci minuti senza perdere la pazienza è impossibile. Ho trovato molto più bello e interessante il terzo monumento, la fontana di Gefion. La fontana rievoca un antico mito, quella della dea Gefjun che trasformò in buoi i propri figli per arare quanta più terra possibile in una sola notte e diventarne la regina. Si dice che questa terra divenne poi l’isola di Selandia, la più grande isola danese.

Accanto alla fontana si trova la chiesa di St. Alban, molto carina ma purtroppo chiusa. Dal giardino sul lato della chiesa si entra nel complesso del Kastellet, la fortezza stellata di Copenaghen. Si può percorrere il perimetro della fortezza, passeggiando sulle sue mura. All’interno si possono vedere gli edifici che ospitano oggi il Ministero della Difesa danese e altri edifici militari. Passeggiando lungo le mura si incontrano alcuni luoghi significativi come l’antica polveriera della Regina e un vecchio mulino a vento dell’Ottocento.

Subito fuori dal Kastellet, abbiamo proseguito verso una delle zone più belle e autentiche di Copenaghen, per ammirare le case gialle di Nyboder. Queste abitazioni, oggi ancora regolarmente abitate, furono costruite nel XVIII secolo come residenze per le famiglie dei marinai della marina danese. Il quartiere è molto suggestivo e vengono delle foto bellissime!

Da qui bisogna camminare circa 15 minuti per raggiungere la tappa successiva: la vecchia residenza reale, il castello di Rosenborg. Lungo la strada, su Øster Voldgade, si trovano due musei potenzialmente interessanti: il Museo delle Belle Arti e quello di Storia Naturale. Il castello di Rosenborg è visitabile; il biglietto costa 15€. Spettacolare è il parco che lo circonda, il Giardino del Re, dal quale si gode di alcuni scorci molto belli sul castello. Il punto di vista più bello si ha dal lato est, dal Rosenhaven. Il castello fu costruito nel 1606 ed è stato fino al 1720 la residenza reale, quando questa fu trasferita nel palazzo di Christiansborg.

Dopo il Castello abbiamo camminato circa un quarto d’ora per arrivare alla Frederikskirke, o Marmorkirke. La chiesa è un vero gioiello incastonato tra i palazzi. La sua cupola mastodontica troneggia sulle vie circostanti. Avremmo voluto salirci, ma sfortunatamente si può accedere soltanto il sabato e la domenica, ed era venerdì; il costo è di 4,70€.

Abbiamo concluso il nostro itinerario ammirando il palazzo di Amalienborg, oggi dimora della famiglia reale danese. Il palazzo si compone in realtà di quattro edifici identici intorno ad una piazza ottagonale, dei quali uno è un museo. Quello della Regina si riconosce per la presenza della bandiera che, se issata, significa che è in casa. Ogni giorno è possibile assistere al cambio della guardia. Ma credete che noi siamo capitate proprio all’ora del cambio? Ovviamente no. Il cambio della guardia avviene alle 11.30.
Indietreggiando verso il canale si gode di una bellissima prospettiva da cui poter fotografare insieme il palazzo e la Marmorkirke.

Cosa fare a Copenaghen in meno di 2 giorni – Giorno 2

Guida alla visita di Reykjavik: cosa fare e vedere nella capitale più a Nord del mondo

ffff 1. Laugavegur e il centro storico2. Le piscine termali3. Musei e gallerie d’arte4. Cosa mangiano gli islandesi? Sono arrivata a Reykjavik una tarda sera d’inizio marzo. Faceva abbastanza freddo, ma niente di intollerabile; non ho mai conosciuto il vero freddo islandese nei mesi che ho trascorso lì. Sarà statoContinua a leggere “Guida alla visita di Reykjavik: cosa fare e vedere nella capitale più a Nord del mondo”

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