6 luoghi in Toscana per innamorarsi dell’arte contemporanea: tra borghi, boschi e campagna.

Eh no, non parlerò degli ormai celeberrimi Giardino dei Tarocchi e Parco di Pinocchio! In Toscana i posti all’aria aperta in cui poter conoscere, ma soprattutto vivere, l’arte contemporanea in maniera autentica e varia sono tantissimi. Più o meno vasti interventi artistici si trovano in decine di luoghi: tra le strade di un borgo, nella romantica campagna, in cima ad una collina, all’interno di eleganti giardini. Questo perché alle spalle si trova una tradizione centenaria, o forse più, di dare valore artistico a spazi verdi e contesti urbani. Tra questi posti ce ne sono alcuni però ancora ingiustamente poco conosciuti.
Approcciandomi a questa “materia”, l’arte ambientale, anche io sono partita dal più famoso Giardino dei Tarocchi a Capalbio. È certo d’impatto e molto affascinante, ma dopo quell’esperienza per me è nata una vera e propria passione che mi ha spinta a caccia dei luoghi in cui l’arte si fonde con la natura. Ad oggi, sono sei anni che questo mio interesse mi fa gironzolare un po’ ovunque, anche ben oltre la Toscana. Pertanto è arrivato il momento di tirare le fila di questo tanto vagare e proporre una piccola selezione di quei 6 luoghi in Toscana dove l’arte contemporanea si fonde col paesaggio e che secondo me non ci si possono perdere! Scommetto che almeno uno non lo conosci ancora!

Dicendo la parola ARTE CONTEMPORANEA non pensare però subito a incomprensibili amorfi manufatti, perché giuro che qui ce n’è per tutti i gusti e poi vale la pena farci un salto anche solo per i paesaggi nei quali si trovano, in territori dal fascino antico e così tipicamente toscani.

In testa metto, in maniera anche un po’ scontata per chi mi conosce, il Giardino di Daniel Spoerri. Si tratta di un parco grandissimo nel quale questo artista, oggi ormai molto anziano, ha posizionato decine di sculture realizzate da lui stesso e dai propri amici e colleghi artisti, andando a creare una sorta di autobiografia visiva. Le opere sono ricche di rimandi ad episodi della vita di Spoerri; ognuna ha un valore affettivo, ma soprattutto si trovano in un contesto paesaggistico di una bellezza unica. Ci troviamo all’interno di una tenuta alle pendici del Monte Amiata. Le sculture vanno scoperte passo passo in un semplice trekking tra radure e bosco, ma non è facile scovarle. Lungo il percorso (ma attenzione! Non esiste un senso di visita obbligato), non mancano affacci panoramici veramente spettacolari. Per avere più informazioni rimando a questo articolo di qualche tempo fa.

Ghizzano, il borgo colorato in provincia di Pisa

Stavolta non un parco, ma un vero centro abitato. Un piccolo borgo che l’arte ha “riesumato” dal suo anonimato attraverso un tripudio di colori. Alcuni artisti contemporanei hanno inserito qui i propri interventi circa 4 anni fa. Questa azione artistica si inserisce in un progetto d’arte contemporanea molto più vasto, ad opera del comune di Peccioli, di cui parlo subito qui sotto. Ghizzano ormai sta diventando sempre più famoso, proprio grazie alla sua “instagrammabilità”, dovuta alle facciate colorate dei palazzi lungo la strada principale, parte dell’opera di David Tremlett, artista che vanta il potere di rendere iconici luoghi spesso ignoti. Sua è infatti anche la decorazione della piccola Cappella del Barolo nelle Langhe piemontesi. Molto diversi gli interventi di Alicja Kwade che si fondono in maniera delicata con il contesto campestre, rendendo tanto naturale la presenza, in mezzo ad un giardino o a una tipica silenziosa piazza di paese, di materiali dal sapore esotico. Non prescinde poi dalla memoria artistica locale Patrick Tuttofuoco nel realizzare un’opera che sente forte la responsabilità di essere pubblica, poichè arte è, per usare le sue parole: “entrare nella vita di chi passa, ma senza essere invadente”.
Tutto intorno si può godere di una vista molto bella sulla campagna Pisana. Il mio suggerimento è di fare una salto anche a Legoli, un’altra delle frazioni di Peccioli. Qui potrete ammirare altre opere, come 2 delle Presenze di Naturaliter, poste all’interno del Triangolo Verde, l’avvenieristica centrale di smaltimento rifiuti che ha meritato a Peccioli il titolo di Bandiera Arancione. Nel paese invece, nella chiesa di Santa Caterina, si conserva un tabernacolo del ‘400 affrescato da Benozzo Gozzoli.

Il borgo d’arte di Peccioli

Delizioso borgo medievale, ma diciamo “uno dei tanti in Toscana”, Peccioli deve la sua importanza e notorietà ad una missione che porta avanti da trent’anni e che la rende un caso unico nel suo genere: avvicinare le persone all’arte contemporanea, portare l’arte nella vita dei cittadini. Installazioni di moltissimi artisti prendono spazio tra i vicoli, le piazze e gli edifici antichi della città.
Impossibile apprezzarle tutte, ma nella vasta collezione, si trovano opere che sanno coinvolgere, come i neon colorati di Wang Yuchen che riproducono una versione luminosa delle curve di livello del territorio di Peccioli, l’incredibile terrazza panoramica di Mario Cucinella che offre una vista spettacolare sul paesaggio e le Presenze di Naturaliter SNC, giganti bianchi che popolano le colline circostanti.
Quando si fa sera lo spettacolo artistico muta ulteriormente poichè sono molte le opere di luce, realizzate quindi con neon e proiezioni, che si accendono solo dopo il tramonto. Peccioli si trova arroccato su una collina; ad ad Est si gode di una vista bellissima sulla Valdera.

Diversi chilometri più a sud arriviamo in Maremma dove, tra i campi di granturco, si trova una tenuta privata appartenente all’artista Rodolfo Lacquaniti. Mi ha condotta qui una delle mie solite uscite di Ferragosto, giorno in cui ogni anno tento di evitare la calca e la calura. Nel tardo pomeriggio ho partecipato ad un’esperienza che definirei indimenticabile presso il giardino di sculture Viaggio di Ritorno, nel Comune di Castiglione della Pescaia. L’originale scultore, e ancor prima architetto, ha qui allestito un museo a cielo aperto molto particolare. Nella tenuta si trovano una ventina di opere realizzate proprio dall’artista che diventa in qualche modo collezionista di se stesso. Non è tutto. Laquaniti è anche narratore del proprio genio. È lo stesso artista infatti ad effettuare le visite guidate. Essendo d’altra parte casa sua, la visita si può fare solo tramite prenotazione. È un’esperienza tra l’esilarante e il surreale. Si tratta di una vera e propria performance che l’artista mette in atto spiegando ai visitatori le proprie creeazioni, genesi delle idee e reperimento dei materiali, con tanto di sottofondo musicale. Le installazioni, alcune di enormi dimensioni, sono state realizzate con la tecnica dell’assemblaggio di materiale di riciclo. Infatti, una delle tematiche principali è proprio quella dell’ecosostenibilità dell’arte e della possibilità di dare nuova vita a oggetti, strumenti e materiali, come lamiere e vecchi ventilatori, che sarebbero altrimenti spazzatura. Il costo della visita è di €15 e dura circa 3h. Sembra un tempo interminabile, ma fidatevi che passerà in un lampo!

Siamo ancora nella campagna toscana, ma da tutt’altra parte: in un territorio collinare e punteggiato di boschi, nella provincia di Siena, comune di Castelnuovo Berardenga, in pieno territorio di Chianti classico. Alle porte del piccolo borgo di Pievasciata, si trova un parco di sculture allestito in un bosco un tempo utilizzato per l’allevamento dei cinghiali. Il progetto è l’idea di un facoltoso curatore, proprietario della tenuta. Artisti da tutto il mondo hanno realizzato per il Chianti Sculpture Park delle opere site-specific molto interessanti e varie. Attraverso di esse gli artisti raccontano ed interpretano il territorio Senese. Il parco è una piacevole perla nascosta che si visita in 1 ora circa. Le opere proseguono fuori, sparse nel borgo e sulle strade di accesso al paese. Ho visitato questo posto per la prima volta due anni fa, durante una gita nel Chianti, ancora una volta, a Ferragosto. Qui l’articolo dedicato al Chianti Sculpture Park scritto dalla mia guest blogger Linda e qui il mio articolo alla gita nel Chianti.

All’esterno della Villa Fabbricotti, residenza ottocentesca appena fuori dal centro di Carrara, si trova un parco dalla dimensione intima, un giardino pubblico trasformato il inusuale parco di sculture . Le opere, dieci sculture di marmo, si trovano nel parco per volere e iniziativa di Giuliano Gori che, in occasione della XI edizione della Biennale Internazionale di Scultura del 2002 volle che alcuni tra i più rilevanti artisti contemporanei internazionali contribuissero alla creazione del primo parco di sculture a Carrara. Giuliano Gori, tutt’ora in vita, è il proprietario di un’altra meravigliosa collezione d’arte ambientale che si trova sempre in Toscana, in provincia di Pistoia, presso la Fattoria di Celle. Con l’esperienza carrarese, il grande collezionista organizzò la sezione della Biennale chiamata scolpire il marmo, riunendo nomi come Dani Karavan, Claudio Parmiggiani, Ian Hamilton Finley e Soll le Witt. Opere enigmatiche, splendenti, maestose e tutte rigorosamente bianche, ad omaggiare il materiale che rende famosa in tutto il mondo la piccola città di Carrara. Per una gita a Carrara e dintorni, trovate spunti nell’articolo dedicato scritto qualche tempo fa.

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