Islanda on the road – giorno6 – Il Circolo d’Oro: lungo il percorso più famoso d’Islanda

Iniziava un nuovo giorno e, un po’ in tutti i sensi, si chiudeva il cerchio del nostro itinerario. (qui gli articoli precedenti). Sarebbe anche stato l’ultimo giorno in cui mi godevo a pieno la vera Islanda. Ero già a metà del mio tirocinio, non attendevo altre visite e avrei trascorso il resto del tempo a Reykjavìk, città meravigliosa di cui vi parlerò nel prossimo articolo.


Muovendoci verso Ovest, la nostra prima tappa è stata la Secret Lagoon a Fludir, una sorgente termale molto suggestiva, più piccola delle precedenti visitate, più rustica anche, calata in un contesto naturale molto caratteristico. La Secret Lagoon si riduce ad una sola pozza d’acqua scura fumante. Sott’acqua la temperatura non è sempre regolare, ma spostandosi varia di profondità e di calore, essendo una piscina completamente naturale. Naturale sì, ma non di libero accesso; c’è un biglietto da pagare di circa 23€ per poter accedere a spogliatoi, docce e vasca. È un luogo molto gettonato, ma devo dire che è stata una bella esperienza che ripeterei volentieri. Faceva molto freddo e sinceramente per un italiano fa po’ strano ritrovarsi in costume ed infradito di gomma a pochi gradi sopra lo zero. Fuori dall’acqua Serena ed io ci spostavamo completamente irrigidite, il più velocemente possibile e con la pelle totalmente accapponata, cercando spasmodicamente l’accappatoio; e una volta nell’acqua, lasciavamo giusto fuori solo la fronte. Gli islandesi sembravano decisamente a proprio agio, emergendo dall’acqua con tutta la calma del mondo, senza scomporsi minimamente.
La cosa ha preso due o tre ore, quindi era già ora di pranzo quando ci siamo dirette verso il Circolo d’Oro, così chiamato poiché si tratta di un percorso ad anello lungo tre grandi attrazioni islandesi. Sui nostri pranzi non ho ancora mai speso una parola poichè nella totalità dei casi sono consistiti in panini al volo in qualche bar o sandwich fai da te in auto con il pane in cassetta più stopposso della terra.

Il Circolo d’Oro è un tipico itinerario turistico, vista la vicinanza a Reykjavik e la poca distanza fra un posto e l’altro. Esso comprende i gayser di Haukaladur, la cascata di Gullfoss ed il Parco Nazionale di Thingvellir. Ora, volendo dare un’occhiata veloce basta una mezza giornata per vedere tutto, ma come sempre esistono diverse varianti per godersi un posto e soprattutto nel Parco di Thingvellir si possono svolgere numerose escursioni e trekking.
Noi abbiamo iniziato dalla cascata di Gullfoss, letteralmente cascata d’oro, distante circa 40km dalla Secret Lagoon. La cascata si è meritata la fama per il suo doppio salto e la sua estensione. La tappa richiede davvero poco tempo e grazie alle passerelle, si può ammirare la cascata da molteplici punti di vista.
In altri 10 minuti d’auto abbiamo raggiunto Haukaladur, parco geotermale davvero impressionante. Vi sono numerosi crateri pieni di acqua gorgogliante, caldere, pozze di fango, ognuna con il suo nome scolpito in blocchi di pietra. I veri protagonisti sono però Geysir e Strokkur. Il primo è il gayser più grande d’Islanda, che però oggi non erutta più. Strokkur, invece, erutta regolarmente ogni 10 minuti formando una colonna d’acqua che raggiunge i 30 metri di altezza. Dopo un simile miracolo era scontata la delusione provata due anni dopo con i gayser in Nuova Zelanda, dove il getto è invece provocato artificialmente dagli operatori del parco e diventa una sorta di spettacolo di cabaret.


L’ultimo paio d’ore prima di rientrare a Reykjavìk l’bbiamo trascorso ammirando il particolare paesaggio del Parco Nazionale di Thingvellir, patrimonio dell’Unesco dal 2004. Sono due le ragioni che rendono celebre ed importante il parco: la grande faglia tra i due continenti e la sede dell’antico parlamento islandese, il più antico d’Europa, fondato nel X secolo dai Vichinghi.
La faglia di Sifra è la spaccatura tra il continente euroasiatico e quello americano. È un concetto molto affascinante potersi trovare contemporaneamente in due continenti, poter camminare in mezzo ad essi e potersi immergere tra le due pareti bagnandosi nelle acque del lago Thingvallavatn. Ed ecco un’altra triste nota nel nostro itinerario, poiché malauguratamente è saltata l’escursione di snorkeling tra le faglie.
Da Sifra si genera poi la faglia di Almannagja, che si può percorrere tramite un sentiero di 5 chilometri raggiungibile dal parcheggio del centro visitatori. Fra i punti più significativi di Almannagja c’è Althingi. Qui venne trasferito il parlamento islandese dopo la conversione del paese al cristianesimo ed il posto venne scelto per l’ampia risonanza acustica. A segnare il punto si trova una bandiera dell’Islanda.
Lungo Almannagja si aprono poi anche altre piccole faglie visitabili a piedi (al centro servizi di Leirar si trovano anche le mappe con i sentieri escursionistici presenti nel Parco). Poco oltre Althingi, da lontano poi abbiamo ammirato quella che è una delle più antiche chiese dell’Islanda, luogo che volendo è visitabile, ma non avevamo abbastanza tempo per una deviazione. Così abbiamo proseguito lungo il sentiero principale per raggiungere la cascata di Oxararfoss, la quale prende vita dal fiume Oxarà che attraversa la faglia.
L’ultimo spettacolo visto quel giorno è stato Thingvallavatn, il lago più grande dell’Islanda, che con le sue grigie acque si fa strada nella terra, tra isolotti e quelli che sembrano scogli; numerosi ponti e passerelle conducono verso diverse direzioni, suggerendo sconfinate vie verso paesaggi meravigliosi.
Per noi era ormai finito il tempo e, con tanta tanta voglia di non tornare mai più a casa, con le scarpe piene di fango, i capelli annodati dal vento, ci siamo rinfilate in macchina, rimboccando la strada per Reykjavìk.

Altro da vedere a Sud-Ovest e nei dintorni di Reykjavik…
– Sempre parte del Circolo d’Oro è il Kerid Crater, un lago vulcanico che si caratterizza per i colori sgargianti della terra intorno ad esso. Si paga l’ingresso che costa circa 10€.
Altro lungo il circolo d’oro: i laghi termali Laugarvatn e Apavatn, le cascate Bruarfoss e Faxifoss.
– Poco distante da Reykjavìk, quasi nessun viaggiatore rinuncia a sostare qualche ora presso la Laguna Blu, il centro termale più famoso di tutta l’Islanda.
– Una volta che ci si sposta da Reykjavik per recarsi alla Laguna Blu, conviene approfittarne per fare un breve tour di tutta la penisola di Reykjanes. I punti di interesse più attrattivi sono: la Riserva naturale di Reykjanesfolvangur, il lago Kleifarvatn, le solfatare di Seltun a Krysuvìk, le scogliere di Hafnaberg ed infine il ponte tra i due continenti, un piccolo ponte pedonale che rappresenta il simbolo della connessione tra Europa e Nord America. Esso collega quelle stesse placche del parco di Thingvellir. La penisola si trova infatti proprio a cavallo fra le placche ed i vulcani hanno plasmato questo territorio rendendolo particolarmente suggestivo. Il territorio inoltre è fra primi ad essere stati abitati in Islanda, per la facilità di accesso dal mare e quindi di sfruttamento come area portuale..
– A Nord di Reykjavìk segnalo infine la cascata di Glymur, che detiene il primato di cascata più alta d’Islanda. Il percorso per raggiungerla non è dei più semplici, poichè va guadato un fiume in piena attraversandolo su di un ceppo che connette le due rive. Il percorso dura circa 2h.

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