Esplorando la Garfagnana: idee per una gita in giornata, un weekend o una lunga vacanza

Quando quest’anno è stato chiaro che non avremmo potuto fare alcun grande viaggio, Carlo ed io, abbiamo subito deciso di dedicarci, ogni weekend e giorno libero utile, alla scoperta di piccole zone d’Italia abbastanza vicino casa. Così, dopo aver valutato a lungo, stavolta abbiamo voluto sperimentare quel turismo di prossimità per goderci meglio uno di quei classici posti dove personalmente ero sempre e solo stata per una toccata e fuga in giornata. Così, per fine agosto, ho prenotato all’Agriturismo il Tiglio, un posto fantastico nel comune di Barga, dove abbiamo soggiornato un paio di notti e fatto base per visitare un po’ più a fondo la Garfagnana. Scelta un po’ azzardata la fine dell’estate, si rischiano sempre quegli acquazzoni che potrebbero rovinare il viaggio, ma io amo la pioggia, odio viaggiare in alta stagione e non avevo alcuna intenzione di fare a botte coi colleghi per accaparrarmi i giorni “migliori” dell’estate. Poi, anche nel caso i piani fallissero, ci siamo detti che in Garfagnana ci si può sempre tornare, d’altra parte abitiamo a Livorno. Perciò, procedendo a ritroso nel tempo, di seguito troverete una panoramica di molte delle cose da fare e vedere in Garfagnana, sia per un giorno soltanto, oppure per una lunga vacanza all’insegna di avventura, natura, buon cibo – e anche riposo certo – sulla base delle mie varie gite ed esperienze in questo particolare angolo di Toscana negli ultimi anni.

La Garfagnana non sembra quasi Toscana; non è lontana dai dorati campi di grano ornati da filari di cipressi, nè dalle belle spiagge e dalle scogliere del litorale, ma non ci somiglia per niente. Siamo già ufficialmente in montagna e, come in ogni luogo di questo genere, la vita assume ritmi differenti, più lenti, lontani dalla frenesia moderna. É una vita genuina, basata sul contatto con la natura, sulla coltivazione, sulla cura delle tradizioni locali e sullo sfruttamento responsabile delle risorse del proprio territorio. Letteralmente la parola Garfagnana significa Grande Foresta e già questo dice tutto. In questi boschi, crescono fitti i faggi e i castagni – e che Dio li benedica per i loro frutti – Ma non solo. Punteggiano poi questo territorio una gran quantità di borghi di pietra e piccoli pievi romaniche, ricchi di storia e folclore. Altri punti forti della Garfagnana poi, castagne e farro a parte (si parla del farro più buono d’Italia!), sono i suoi torrenti e l’energia elettrica che se ne ricava. Si notano infatti, spostandosi sul territorio, numerose centrali elettriche e dighe. Inoltre, tutta la Garfagnana è estremamente impegnata nella creazione di energie alternative, causa abbracciata, non solo dalle aziende, ma anche dalla popolazione locale. Sono molte le case coi tetti coperti da pannelli solari. Tutto ciò fa della Garfagnana una delle zone d’Italia col minor impatto ambientale. Insomma, una vera e propria oasi verde in tutti i sensi!

Ponte del Diavolo e Fortezza delle Verrucole

La prima sosta al volo è stato il Ponte del Diavolo, che è un po l’icona della Garfagnana e per me delle levatacce per andare a sciare all’Abetone. Inevitabile non passarci davanti, ed essendo un punto di passaggio in effetti, mi ero sempre limitata a salutarlo dal finestrino; perciò ne abbiamo approfittato per fare una pausa e percorrere a piedi questo insolito ponte. Il suo vero nome è Ponte della Maddalena, ma la leggenda lo ha rinominato Ponte del Diavolo poichè si narra che il Diavolo venne in soccorso del costruttore del ponte per velocizzarne la conclusione, in cambio però della vita della prima persona che lo avesse attraversato. Un ponte asimmetrico e unico nel suo genere, che connette le due sponde del fiume Serchio a Borgo a Mozzano. Questa zona è ottima per una sosta di un paio di giorni. Ci sono diverse attrazioni e borghi carini, nonché la possibilità di praticare diverse attività fluviali immersi in una natura incontaminata. Tutte cose di cui parlo nei paragrafi successivi.

La nostra seconda tappa, la Fortezza delle Verrucole, si trova in realtà da tutt’altra parte, a circa 40 minuti d’auto da Borgo a Mozzano, verso San Romano in Garfagnana. Me ne avevano tanto parlato, ma tutte le descrizioni non hanno reso giustizia alla bellezza di questo posto. Per arrivarci si percorre una strada sempre in salita, fra i tornanti che avvolgono piccoli paesi e foreste. Una volta raggiunta la località Verrucole, bisogna parcheggiare alla base del borgo in uno dei molti parcheggi liberi e poi proseguire a piedi lungo il sentiero seguendo i cartelli. Erano circa le cinque del pomeriggio, quella mattina aveva fatto uno scroscio incredibile che si era portato via in una sola volta tutta l’afa di agosto, le temperature si erano raffreddate tantissimo e scendendo dall’auto ci ha investiti subito l’odore dell’autunno. Il percorso a piedi fino alla Fortezza dura circa 10 minuti ed è una vera e propria gioia. Attraversa in un primo tratto il paesino alla base dell’altura, poi ci si lasciano alle spalle le case e si segue la stradina che affaccia sulle montagne e le vallate, mentre sulla sinistra, le possenti mura grigie della fortezza si fanno sempre più presenti. Oltre il cancello d’ingresso c’è la biglietteria, ospitata all’interno di una capanna che ricorda una tipica abitazione medioevale, con il tetto di torba e un’operatrice in abiti d’epoca. La Fortezza segue diversi orari di apertura in base alla stagione (lascio link al sito). È possibile partecipare anche a delle visite guidate (fra l’altro sono l’unico modo per accedere alla torre che è il solo ambiente al coperto). La visita libera ha un costo di €4 e permette di percorre la fortificazione fra le due lingue di mura merlate. Quel che rimane oggi è probabilmente di origine Estense, opera di un rimaneggiamento dell’originaria costruzione medioevale. Essa nacque, come deducibile, con funzione difensiva su commissione della famiglia Gherardinghi. La fortezza fu a lungo coinvolta nelle lotte contro Lucca, per poi essere abbandonata dal Trecento al Quattrocento, finchè gli Este se ne appropriarono. Oggi è un luogo idilliaco e dal punto più alto la vista è meravigliosa: una finestra su monti ricoperti da foreste e decine di piccoli borghi che compaiono sui fianchi dei pendii.

COSA/DOVE MANGIARE: proseguendo oltre la località Verrucole, precisamente a Vibbiana, troverete il Caseificio Marovelli, considerato fra i migliori della Garfagnana e che qui ha il laboratorio principale. Noi lo abbiamo scoperto solo l’ultimo giorno, perciò siamo dovuti tornare indietro per fare un’abbondante scorta di formaggi. Specialità del caseificio sono lo yogurt, lo stracco (o stracchino), pecorini di varia stagionatura e la ricotta di pecora che vi farà sognare. Lo stesso caseificio ha un negozio anche a Castelnuovo Garfagnana.

Isola Santa: il lago e l’antico borgo

Le distanze sono brevi, ma si percorrono lentamente, come si conviene ad una strada di montagna. Quindi, una mezz’ora più tardi, ci siamo ritrovati a seguire una strada stretta lungo la parete della montagna, diretti all’Antico Borgo sul lago di Isola Santa. Il paese è pressoché disabitato a causa dei disagi idrogeologici dovuti alla natura del sito che hanno spinto molte persone a trasferirsi altrove. Di recente il luogo è stato recuperato ed oggi le casette sono riconvertite ad albergo diffuso. Dal lago partono alcuni percorsi escursionistici, fra cui uno molto semplice che costeggia il lago attraverso la foresta. Visto il tempo e l’ora abbiamo deciso di imboccare questo sentiero, godendoci al massimo la vista del lago, che in alcuni suoi tratti mi ha ricordato vagamente i fiordi norvegesi. Una delle cose più interessanti che si incontrano lungo il cammino sono i resti di vecchi edifici ben visibili sotto il pelo dell’acqua. Questi risalgono all’epoca in cui il lago ancora non esisteva; poi, con la realizzazione della diga, molti edifici sono stati sommersi e quindi distrutti. Oggi, il lago è utilizzato prevalentemente come fonte per la produzione di energia idroelettrica, per l’allevamento degli avannotti al fine della ripopolazione delle trote e per la pesca. Un altro bel percorso trekking di media durata (3 ore andata-ritorno) è quello che porta al paese fantasma di Col di Favilla, raggiungibile tramite il sentiero n. 9 che parte dalla diga (lascio il link ad un sito molto utile con la descrizione dettagliata del sentiero).

COSA/DOVE MANGIARE: sebbene la località sia piccola, c’è una discreta offerta di ristoranti. Noi ci siamo fermati al Mattarello (30% di sconto prenotando su The Fork!), dove ho ordinato una deliziosa trota alla brace pescata dal lago pochi metri più in basso, accompagnata dalla birra locale alle castagne Petrognola veramente eccezionale! Carlo invece ha come sempre optato per un tagliere misto di affettati e formaggi del posto e una tagliata accompagnata da patate e cipolle al forno, a detta sua tutto incredibilmente buono. Altri ristoranti nei paraggi sono: la Casa del Pescatore, proprio all’interno del borgo, la Ceragetta, appena sopra al lago, e da Daniela, molto rinomato ma aperto solo a pranzo.

Campocatino – Vagli – Catelnuovo di Garfagnana

Il secondo giorno del nostro weekend in Garfagnana è stato un continuo ricalcolo a causa del maltempo, ma anche l’occasione per scoprire dei posti bellissimi, Su consiglio di mio padre, che possiamo dire ci abbia quasi obbligati, in tarda mattinata ci siamo messi in viaggio verso Campo Catino. Questo è un ottimo punto di partenza per escursioni in mountain bike, passeggiate e pic-nic, poco distante dal lago di Vagli. Vagli, paese diviso in Sopra e Sotto, è un vero e proprio paradiso per chi ama le attività all’aria aperta; la più celebre fra queste è la zip-line che permette di “volare” sopra al lago. Questo lago è famoso poiché dentro le sue acque si nasconde l’antico paese, sommerso quando venne creata la diga che diede origine al lago. Poco oltre la stazione di partenza della zip-line (a circa 10 minuti), si trova l’Oasi di Campo Catino. Questo posto è un universo a parte, magico e straordinario, con le casette in pietra, le insegne in legno con le indicazioni incise a fuoco e la montagna che come un’enorme lama sovrasta e abbraccia la radura. La vista è incantevole. Conviene partire di mattina per un’escursione e tornare verso ora di pranzo al ristorante del rifugio (aperto fino alle 17.00), oppure, in alternativa, attrezzarsi con un pranzo al sacco. Noi siamo arrivati verso mezzogiorno e il tempo non era dei migliori, ma siamo comunque riusciti a fare una breve escursione seguendo il sentiero n. 147 che conduce all’Eremo di San Viviano. Ci vuole circa 1,5h andata e ritorno dal rifugio ed è un cammino bellissimo ed estremamente vario. Il percorso si svolge quasi interamente nella foresta, con aperture qua e là sulle cave di marmo. Il primo tratto è abbastanza semplice e regolare, la seconda metà invece consiste in una vera e propria scalinata ricavata sul fianco del pendio che fa sù e giù, fino a raggiungere la parete della montagna e il precipizio, che segnano inevitabilmente la fine della strada. Da qui si inerpica una gradinata in pietra che conduce alla porta dell’eremo. Fra l’altro, è possibile entrare nell’eremo, basta ricordarsi di ritirare la chiave al rifugio prima di iniziare l’escursione! Lungo i sentieri poi, ci sono alcune aree di sosta con panche e tavolini per chi preferisse fare un pic-nic ma, a mio modesto parere però, il massimo della gioia, dopo la fatica di una lunga e depurante camminata, è fermarsi a pranzo al rifugio!

Tornando verso il nostro agriturismo abbiamo fatto una breve sosta a Castelnuovo Garfagnana, fra le cittadine più rilevanti di questa regione. Castelnuovo è famosa per la rocca Ariostesca, la residenza del poeta Ludovico Ariosto, che fu a lungo Governatore della Garfagnana. Nel Cinquecento, la città e la rocca sono state il fulcro politico di tutto il territorio. Oggi, all’interno della rocca si trova il Museo Archeologico della Garfagnana. Non abbiamo visitato il museo, ma in compenso ci siamo fermati in un paio di negozietti per comprare un po’ di prodotti locali, come birra, pasta e la farina di castagne, la vera specialità della Garfagnana!

COSA/Dove mangiare: al Rifugio di Campocatino servono pochi ma eccezionali piatti! Dopo la passeggiata c’era bisogno di recuperare le forze, così abbiamo ordinato diverse cosette: un tagliere misto, un tagliere con assaggi di formaggi della Garfagnana, tordelli al ragù (tipici tortelli ripieni della lucchesia) e una tagliata con funghi porcini. Dire che era tutto squisito è riduttivo, e che lo consiglio un’ovvietà!

La Linea Gotica e l’Eremo di Calomini

Il terzo giorno avevamo programmato la visita guidata al Museo della Memoria di Borgo a Mozzano e ad alcuni dei bunker lungo la Linea Gotica. Le visite vengono fatte dai volontari dell’omonimo comitato e si può scegliere fra tre tipi di itinerario: breve (soltanto museo), medio (museo + bunker) e lungo (Monte Elto + museo + bunker). Questi sono solo alcuni dei punti strategici dislocati lungo la Linea Gotica, una linea difensiva fatta costruire da Hitler, insieme ad altre ben dieci linee, fra cui la Linea Gustav, al fine di bloccare l’avanzata degli Alleati nel nostro paese. Essa andava da Pesaro-Urbino fino alla Versilia, tagliando così orizzontalmente l’Italia. Veniva chiamata anche Grüne Linie, per via della vegetazione che la nascondeva e come gesto scaramantico da parte di Hitler, poiché scoprì che i goti erano sempre stati sconfitti in guerra. Così ci ha raccontato il signor Luciano che ci ha fatti appassionare moltissimo con le sue dettagliate narrazioni, conducendoci alla scoperta della storia e di luoghi nascosti. Noi abbiamo scelto l’itinerario medio per una durata di 3h al costo di 10€. Si inizia con la visita al Museo, allestito all’interno della Stazione di Borgo a Mozzano. Qui si possono vedere mappe, cimeli di guerra, armi, divise, fotografie di personaggi cardine negli eventi bellici della Garfagnana, le provviste intonse dei soldati e documenti di vario genere. Dopodiché, ci si sposta verso il muro anticarro e i bunker intorno a Borgo a Mozzano. Sono posti impressionanti, dove si percepisce ancora il senso d’angoscia e paura che doveva attanagliare i soldati nelle lunghe ore, giorni e mesi di attesa al loro interno. Perfettamente mimetizzati nella montagna, essi si presentano come grotte-tunnel, due dei quali si trovano sotto la ferrovia ed un terzo sotto la chiesa di Anchiano. E’ un’esperienza che raccomando tantissimo, interessante e toccante.

Conclusa la visita, su consiglio del signor Luciano, abbiamo fatto un salto anche alla piccola chiesa di San Jacopo di Borgo a Mozzano che custodisce alcune opere d’arte: un San Bernardino ligneo di Matteo Civitali, una Annunciazione in ceramica invetriata di Giovanni della Robbia e una Maria Maddalena invetriata di Andrea della Robbia. Come ultima tappa del nostro tour abbiamo deciso di visitare l’Eremo di Calomini, una bianca costruzione religiosa letteralmente incastonata sul fianco della montagna. La visita è breve, ma la vista del luogo vale assolutamente la pena, come il panorama che si gode da qui. A questo punto nei miei piani c’era di spostarci al ponte sospeso di San Marcello Pistoiese, ma la gola ha avuto la meglio, così, nonostante fosse fuori rotta, siamo tornati verso San Romano per comprare i formaggi. Per il ponte ci sarà tempo in futuro! La deviazione ci ha preso un po’ di tempo, così verso metà pomeriggio abbiamo deciso di rientrare a Livorno e prepararci a casa nostra una cena a base di prodotti tipici della Garfagnana.

DOVE/COSA MANGIARE: il menù della cena garfagnina fai da te ha previsto: tagliatelle di farina di castagne al ragù di cinghiale, pecorino acquistato al Caseificio Marovelli, birra al farro Petrognola e necci come dessert. I necci sono sia le castagne stesse, sia un piatto tipico della Garfagnana, ovvero delle crepes di farina di castagne farcite con la ricotta. Semplicemente spettacolari!

Trekking e sentieri

Di recente è stato fatto un grande lavoro di organizzazione e promozione dei percorsi trekking della Garfagnana, parte del complesso delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Esiste un grande percorso ad anello di 9 giorni descritto nel dettaglio, con tanto di contatti dei rifugi dove pernottare. Sul sito dedicato trovate naturalmente anche molti dettagli ed idee per escursioni più brevi, da poche ore ad alcuni giorni. Fra le più interessanti escursioni in giornata c’è l’anello del Monte Forato (saltata a causa del cattivo tempo, ma che recupereremo a brevissimo). Si parte dal paese di Fornovolasco da dove si prende il sentiero n. 6; più avanti si devia poi imboccando il n. 110 (più complicato) oppure il n. 131 (più agevole). Ci vogliono 5-6 ore e l’attrazione principale è appunto il Monte Forato, un enorme arco scavato nella roccia dall’erosione del vento e dell’acqua.

Le Grotte del Vento

Correva l’anno 2016 ed è stata la mia prima vera gita in Garfagnana. In realtà le Grotte del Vento si prestano bene ad essere abbinate all’Eremo di Calomini, poiché li distanziano soltanto 11 chilometri. Le grotte devono il loro nome proprio alle folate di vento che si generano quando viene aperta la porta che conduce al loro interno. Il vento è dovuto all’incontro tra l’aria interna ed esterna, che presentano un forte divario termico. Queste sono forse fra le grotte più famose d’Italia e le ricordo come un’immensa cattedrale di stalattiti, profondi pozzi e vasche. Ci si avventura nelle grotte scendendo in profondità tramite lunghe scalinate e si rimane sconcertati quando la guida spiega che furono scoperte da una bambina e successivamente esplorate da un paio di uomini con a propria disposizione soltanto un piccola torcia. Deve essere terrificante infilarsi nelle viscere della terra senza avere la minima idea di quel che si troverà, in un luogo che oltretutto, regolarmente viene inondato dall’acqua. Ricordo con terrore il momento in cui la simpatica guida ha voluto farci sperimentare “il buio assoluto” spegnendo le luci. I dieci secondi più lunghi della mia vita, scanditi dal rumore di goccioline d’acqua che da milioni di anni scavano queste grotte. Parentesi creepy a parte, è senza dubbio un’esperienza da fare ed un luogo estremamente suggestivo. Per proseguire la gita potreste poi spostarvi verso Barga, una delle principali e la più bella cittadina della Garfagnana. Barga è in generale messa in una posizione abbastanza comoda per una tappa, sia rispetto alle Grotte del Vento, che al Canyon Park che a qualsiasi altra attrazione della bassa Garfagnana e Val di Lima.

Canyon Park e Val di Lima

La Val di Lima è praticamente un paradiso fluviale che prende il nome dall’omonimo fiume e che si estende tra i comuni di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano. Esistono molte proposte di attività più o meno avventurose per scoprire angoli nascosti che hanno del prodigioso. Si può fare rafting sulle rapide, trekking fluviale nei tratti più placidi, scalare le altissime gole immerse nel verde della foresta e tuffarsi nelle gelide acque del fiume. Un’istituzione nella zona ormai è il Canyon Park, dove si può fare sup in un’acqua di un blu difficilmente dimenticabile. La prima volta ci sono stata l’anno scorso, 2019, per fare zip-line, la vera specialità del Canyon Park. Si tratta di un’esperienza in quota, che consiste nell’attraversare il canyon tramite ponti tibetani e zip-line. È stato meraviglioso passeggiare, arrampicarsi e volare da una parete all’altra, sospesa su un vero e proprio paradiso. È un percorso abbastanza semplice, non c’è necessità di essere particolarmente allenati (io ne sono la prova vivente!), basta non soffrire di vertigini! Potete prenotare qui per la zip-line: costo 22€, durata 2h. Invece, per vivere il torrente in maniera più accurata eistono molte altre attività come il rafting, il canyoning, kayak e il l’acquatrekking. In questa zona ci sono diverse compagnie che si occupano di organizzare questo genere di escursioni; le principali sono: Garfagnana Rafting, H2O e Rockonda. Insieme a degli amici sono stata lo scorso giugno con Garfagnana Rafting a fare riverplay, un’attività tipicamente estiva. Si tratta praticamente di un ibrido tra trekking fluviale, nuoto, tuffi ed esplorazione. Il percorso si svolge nelle Gole di Cocciglia, fino a raggiungere le stesse acque dove si trova il Canyon Park. Sempre parte della Val di Lima è poi la riserva naturale dell’Orrido di Botri, un profondo canyon attraversato dal Rio Pelago. Risale al 2018 la mia visita a questo posto pazzesco. Il percorso si divide fra trekking nel bosco e tratti in cui ci si immerge fino ai fianchi nell’acqua, altri punti richiedono di arrampicarsi o calarsi dalle rocce con l’aiuto delle corde, ma è alla fine che si assiste allo spettacolo più suggestivo: dopo aver attraversato il torrente nel suo tratto più profondo tra due altissime pareti, si giunge ad una bellissima piscina naturale. L’acqua è freddissima, il percorso è quasi totalmente all’ombra e ci vogliono circa 4 ore andata e ritorno, quindi non lasciatevi ingannare dalle temperature esterne l’estate e vestitevi a strati, con tanto di pile! L’escursione si può fare da maggio ad ottobre, quando il fiume è in magra, sia in autonomia che con la guida (qui il sito per le prenotazioni). In realtà, per soli 15€, forse conviene affidarsi ad un’esperto e godersi al massimo il percorso senza dover pensare a nulla. In autunno invece, quando i fiumi sono in piena, si pratica rafting ed io sto già programmando una nuova gita da queste parti a novembre!

DOVE/COSA MANGIARE: poco distante da Borgo a Mozzano, vicinissimo al Canyon Park, è il ristorante la Buca di Baldabò nel piccolo borgo di Vico Pancellorum (poco più di un agglomerato di case disabitate). Quando intendevamo andarci, era chiuso, come spesso capita, perciò non saprei dare un parere, ma le recensioni sono fantastiche e la nostra guida di Garfagnana Rafting lo ha definito il miglior ristorante della Garfagnana. Posso però personalmente recensire come una straordinaria pausa pranzo l’esperienza da Aristo a Barga. Ci siamo fermati qui dopo il Riverplay. Non si tratta di un ristorante, piuttosto di una tavola calda che serve taglieri di salumi e formaggi locali, squisite torte salate e dolci. In generale Barga è una buona idea per fermarsi a mangiare. Il paese è molto bello e c’è un’ampia scelta di buoni ristoranti, sia nel centro che nei dintorni.

App e siti utili

Windy Map → app di supporto all’escursionismo. Sono tracciati tutti i percorsi trekking e ciclistici.
Mediavalle App → qui potete trovare tutto ciò che serve per programmare un itinerario: attrazioni, ristoranti e alloggi nella zona della valle del Serchio
Turismo in Garfagnana → sito turistico ufficiale, dove è stato accuratamente catalogato ogni luogo, sia d’interesse culturale che paesaggistico, con una bella proposta per itinerari tematici, a piedi in auto o in bicicletta.
Garfagnana Trekking → sito ufficiale con la descrizione e l’indicazione di tutti i percorsi trekking ed i rifugi della Garfagnana.
Escursioni Apuane → su questo sito troverete proposte per decine di escursioni sulle Alpi Apuane (sia in Versilia che on Garfagnana) spiegate e descritte nel dettaglio, con cenni storici es informazioni di ogni sorta per godersi al massimo i percorsi.
Valdilima.org → sito dedicato alla Val di Lima, con un’ampissima varietà di proposte.

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