l nostri Ruin Pub – Il lato Creepy – Kitch di Budapest

Inizio col dire una banale sacrosanta verità: Budapest è bellissima; le aspettative erano alte e non sono state certamente deluse. Perché diciamocelo, è riuscita a mescolare insieme l’imponente pomposità tipica delle città imperiali ad un clima fresco, giovanile, in cui certo il divertimento – la cosiddetta “movida”- non manca. E di tutto quello che avrei potuto trovarvi, mai mi sarei aspettata di rimanere così elettrizzata dall’esperienza dei famigerati “ruin pub”, sebbene già l’idea di un pub pensato all’interno di un edificio in rovina – idea geniale – mi affascinasse parecchio. A Budapest si trovano decine di ruin pub e locali notturni, la maggior parte dei quali si trova in Kazinczy Utca e nelle vie circostanti. Cosa bere? Certamente l’Unicum, amaro tipico ungherese, la Palinka, bevanda simile alla vodka che si trova in diverse varianti ed aromi, e tanta tanta birra a prezzi stracciati. Per comodità qui sotto riporto la lista dei più bei ruin pub di Budapest:

Szimpla Kert, Kazinczy utca 14.

Ellátó Kert, Kazinczy utca 48.

Instant – Fogas, Nagymező utca 38.

Grandio Jungle Bar, Nagy Diófa utca 8.

Koleves Kert, Kazinczy utca37

Kuplung, Király u. 46

Anker’t, Paulay Ede utca 33.

Corvintető, Blaha Lujza tér 1-2.

Dürer Kert, Ajtósi Dürer sor 19-21.

Mazel Tov, Akácfa utca 47.

Tutti quanti diversi fra loro, sono accomunati da un’affascinante decadenza e sudiciume, prezzi contenuti e divertimento assicurato. Come da programma, il nostro tour dedicato ai ruin pub non poteva che iniziare dal più famoso tra i tanti: lo Szimpla Kert. Ad attenderci all’ingresso una fila che si è rivelata breve, necessaria al controllo del contenuto delle borse (consiglio spassionato: non portate con voi bottigliette poiché andranno gettate prima di entrare), e poi eccolo, l’ingresso, aperto su uno spazio pieno di luci colorate pendenti dal piano superiore e dal soffitto. Non è stato facile orientarsi in un primo momento, Camilla ed io subito col naso all’insù, catturate da un’atmosfera che mai avremmo potuto immaginare da fuori, un mondo del sottosuolo, distante e così diverso dal resto, dalle strade, dalla Budapest che avevamo visto fino a quel momento. Muovendoci poi tra la folla abbiamo iniziato a mettere il tutto a fuoco: entrando, sulla sinistra, un paio di stanze dedicate alla shisha, con giovani che fumavano all’interno di vasche da bagno – il che fa così grunge che non ve lo sto nemmeno a dire, ma ricordatevi di togliervi le scarpe grazie, questo dice il cartello in bella vista. All’interno di questi spazi anche un piccolo shop con il merchandising targato Szimpla Kert. Uscendo dalle stanze, ci siamo mosse verso il fondo del locale, e al bancone abbiamo ordinato due birre e l’Unicum, un amaro tipico del posto che ci siamo divise, temendone il sapore troppo forte. Abbiamo poi cercato un posto dove bere tranquille, per trovarlo in una piccola stanza che avevamo intravisto entrando, piena di scritte graffiate sulla parete rossa, sulla quale campeggiava a chiare lettere uno slogan che ci dava il benvenuto: “HELL-O”. Che fosse inquietante potevate già capirlo dai graffi sulla parete. Ci siamo appoggiate ad una mensola dato che il locale è strapieno e di sedie nemmeno l’ombra e assaggiato questo Unicum: che dire, amaro è amaro, io non sono né un’esperta di amari, tanto meno un’amante, ma tutto sommato mi è piaciuto. Ciliegina sulla torta, si è unita poco dopo a noi una tenerissima piattolina, uscita allo scoperto nonostante la nostra presenza – ammettiamolo: dubito che l’igiene sia tra le principali prerogative dei gestori di questi eccentrici ruin pub. Questo ci ha spinte a spostarci e iniziamo ad esplorare ancora più a fondo l’edificio: nella stanza adiacente dal soffitto si affacciano monitor di computer accesi a mostrare l’immagine di schermi rotti, e attraverso un intrico di scale, raggiungiamo altre stanze, in alcune delle quali c’è musica e si balla, e ognuna è munita di un proprio angolo bar, chi con solo vini, chi con birre o short drinks. Ovunque specchi e un arredamento tra i più kitch – creepy mai visti: manichini, graffiti, lanterne, luci colorate ovunque, musica, folla; ti trovi dentro una bolla, una bolla sporca, caotica, ma nel suo disordine assolutamente studiato, senti che tutto è al suo posto. Ad affacciarsi sul pian terreno infine, un terrazzo giardino, ricco di piante e vasi appesi al soffitto. Terminato il tour all’interno dello Szimpla Kert, ci incamminiamo verso il secondo ruin pub della serata. E’ quindi il turno dell’Instant – Fogas: qui niente fila, entriamo, e l’impatto è totalmente diverso da quello provato poco prima, senz’altro meno d’effetto, si rivela in un secondo momento avere anche lui tutte le carte in regola per essersi guadagnato la top dei ruin pub della città. L’ingresso si apre su di un locale, uno stanzone semi-illuminato, certamente non pacchiano, ma caratterizzato dalla presenza di un albero – finto s’intende- piantatovi in un angolo. Curiose come non mai ci spostiamo tra la folla e raggiungiamo altre stanze, ognuna con il proprio angolo bar, e musica musica musica. Qui a Budapest si inizia a ballare e far festa già dalle 23, cosa per noi italiani assurda, e cosa che – per una pantofolaia come Camilla- si è rivelata essere una manna dal cielo. La pista da ballo del salone centrale si apre sotto un tendone da circo a strisce rosse e blu: la folla si riunisce soprattutto in questo spazio, ma numerose sono le aree – il Rock Club e la zona Underground, nel seminterrato appunto, che offrono concerti e musica, intervallati da sale più appartate munite di divanetti e tavoli. Questi intrichi di scale, sale da ballo, bar, sale da biliardo, richiamano a Budapest persone di tutte le età – soprattutto giovani, è chiaro- e di ogni provenienza; Se si ricerca un’ambientazione più tranquilla, da birretta e chiacchiere con gli amici, si è dimostrato molto più adatto invece il Grandio Jungle Bar, ospitato in uno degli ostelli più assurdi che abbia mai visto. Si entra nella corte interna dell’edifico passando da un tunnel decorato appunto come una jungla e sul cortile si affacciano le camere dell’ostello: fatiscenti, sudice all’inverosimile e colme di un’atmosfera spensierata e festaiole. Bisogna essere coraggiosi per alloggiare in un posto simile, ma per una serata e via è un posto decisamente interessante! Luoghi decisamente da scoprire lentamente questi ruin pub, per assaporare al meglio la vita notturna della città ungherese.

Francesca C.

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