Itinerario di cinque giorni in Trentino Alto Adige: fra cultura, natura e imprevisti

Giorno 1 – Viaggio e visita al Lago di Braies

La mattina della partenza le premesse non sono state delle migliori, e da questo avremmo dovuto dedurre che sarebbe stato un concatenarsi di sfortunati eventi: due scarafaggi passeggiavano allegramente sul piano cottura e i gabbiani colonizzavano il tetto; piccoli presagi che abbiamo ingenuamente ignorato. Sveglia alle 6.30 e via verso il cuore delle Dolomiti. Finalmente ci lasciavamo alle spalle il caldo afoso di Livorno per immergerci nel fresco delle montagne. Molto tipico di me migrare al contrario alla ricerca dell’inverno, e stavolta sono proprio stata accontentata; l’inverno era dietro l’angolo. Da Livorno è un viaggio di sei ore, ma non è stato male; stavamo andando in vacanza finalmente, pieni di entusiasmo e buon umore per il nostro primo campeggio insieme, il primo campeggio di Carlo. A riguardo raccomando la lettura del suo articolo su come equipaggiarsi se si è dei campeggiatori di primo pelo. Abbiamo soggiornato presso il Camping Olympia, (considerato uno dei più bei campeggi delle Dolomiti) e nel mentre piazzavamo la tenda già emergevano le prime perplessità: le previsioni davano piogge consistenti e abbassamenti drastici delle temperature, quindi abbiamo deciso di avvantaggiarci e di visitare subito il Lago di Braies, che si trova solo a una ventina di minuti da Dobbiaco. È possibile arrivare al Lago di Braies in diversi modi: a piedi, in bicicletta, in pullman. Si può prendere l’autobus n. 442 che parte da Dobbiaco e ferma a Villabassa e a Segheria oppure il n. 439 che parte da Monguelfo e ferma a Segheria, Ferrara e San Vito. Noi abbiamo usato la nostra auto. C’è un grande parcheggio proprio in prossimità del lago e la sosta ha un costo di 6€ entro le 3 ore di permanenza (praticamente una sorta di biglietto di accesso). Il sito è estremamente gettonato e, per questo motivo, da giugno a settembre il traffico è interdetto alle auto fra le 10 e le 15. La notorietà del Lago di Braies è decisamente meritata. Luogo fiabesco per eccellenza, le sue acque sfumano dal turchese al nero, facendosi doppio del paesaggio circostante. Tutt’intorno si ammirano fitte foreste di abeti, dirupi roccioso e i versanti delle montagne fumanti di nebbia. Esistono diversi sentieri escursionistici che partono dal lago; noi abbiamo percorso il sentiero che ad anello lo circonda, in una passeggiata di circa un paio d’ore. Difficile non sostare ad ogni passo per fotografare ogni singolo dettaglio. Quando il tempo è bello è anche possibile visitare il lago noleggiando una piccola imbarcazione. Per cena avevamo prenotato qualche giorno prima in un ristorante a Dobbiaco, molto vicino al nostro campeggio. Cercavamo un posto in cui poter gustare la tipica cucina tirolese, in un ambiente autentico. Abbiamo cenato presso lo Skihütte Restaurant dove abbiamo assaggiato diversi tipi di canederli, gulash di capriolo e altre prelibatezze. Fatto il pieno di calore e calorie, ci attendeva la nostra prima notte in tenda… Non avevo mai provato il campeggio in condizioni “estreme”: la pioggia non ha cessato di cadere per tutta la notte, creando notevoli perplessità sulle capacità di resistenza della nostra tenda e posso dire che i vetusti sacchi a pelo in piuma d’oca degli anni ‘80 dei miei genitori hanno fatto la differenza. Praticamente un cimelio storico, appartenuto alle persone a cui devo la forte passione per i viaggi on the road e un po’ all’avventura. Soltanto che loro viaggiavano in motocicletta…doppiamente eroici per come la vedo io! Per i professionisti saranno bazzecole, ma è importante sapere come prepararsi a determinate condizioni, sapere come fronteggiare il freddo e soprattutto la pioggia e il fango che rende davvero dura ogni piccola azione di ingresso e uscita dalla tenda.

Giorno 2 – Come siamo capitati a Bolzano

Aperti gli occhi al mattino ci ha colta tutta la soddisfazione di essere sopravvissuti indenni alla nottata, soddisfazione presto smorzata dal tempo, che andava peggiorando minuto dopo minuto. È stato subito chiaro che dovevamo rinunciare alla nostra escursione alle Tre Cime di Lavaredo. Eravamo completamente impreparati alle temperature sotto zero e alla tempesta di neve che imperversava in quota. Personalmente l’ho mal digerita; a meno di un’ora da noi si trovava una delle più grandi attrazioni paesaggistiche delle Dolomiti e ce la siamo persa. Ma come ha detto Carlo, stranamente ottimista in queste occasioni, un pretesto che tornarci. Come alternativa abbiamo pensato di visitare Bolzano, non troppo distante da Dobbiaco, circa un’ora e mezza. Si…un’ora e mezza senza diluvio, un paio di incidenti sul percorso e senza sbagliare strada. Morale della favola, dopo aver sfiorato il confine con l’Austria ed esserci smarriti in un parcheggio per tir, dopo sole quasi tre ore siamo arrivati a Bolzano. Se non altro era domenica, quindi il parcheggio non si pagava, ma ad attenderci di fronte al museo di nostro interesse c’era una fila infinita. Abbiamo infatti scoperto che Ötzi la mummia è una vera e propria celebrità! Conservata all’interno del Museo Archeologico dell’Alto Adige, il personaggio millenario attrae migliaia di visitatori ogni anno, noi inclusi. Il Museo merita veramente una visita. Eccellente l’accoglienza, l’allestimento ed il percorso espositivo che fa appassionare ed affezionare a Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, rinvenuto nel 1991 in un punto delle Dolomiti presso il confine tra Austria e Italia. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 al costo di 9€ intero. Un altro museo che raccomando di visitare a Bolzano per gli appassionati d’arte contemporanea è la Fondazione Museion, museo d’arte moderna e contemporanea che vanta una collezione di oltre 4000 opere di grandi artisti internazionali. Il museo è visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 18 ed il biglietto ha un costo di 7€ intero. Dopo un altrettanto lungo viaggio di ritorno, quella sera ci siamo fermati a cena in un ristorante veramente meraviglioso, la Gasthaus Weber. Avvolgenti interni in legno, in un tipico arredo montanaro, scaldano il cuore, e la cucina tipica locale, è straordinaria.

Giorno 3 – Arte Sella e Borgo Valsugana

Finalmente una giornata di sole! Perfetta per quello che avevamo in programma. Dopo aver viaggiato tutta la mattina, nel pomeriggio abbiamo visitato Arte Sella. Erano anni che desideravo visitare questo eccezionale museo a cielo aperto e che ha decisamente superato le mie aspettative. Arte Sella è una collezione d’arte contemporanea a cui hanno contribuito numerosi grandi artisti internazionali, fra cui Michelangelo Pistoletto; qui trovate il mio articolo di approfondimento per chiunque voglia visitare Arte Sella. Si tratta di un vero e proprio percorso escursionistico in una scenografica porzione della Val di Sella, nei pressi di Borgo Valsugana. L’accesso al parco ha un costo di 8€, comprensivo del giardino di Villa Strobele. Quest’ultimo va ad integrare la visita ad Arte Sella e lo si può visitare successivamente. Villa Strobele precede di 3 km l’accesso ad Arte Sella e la visita richiede circa mezz’ora.Per chiunque sia interessato ad arte e cultura raccomando vivamente di acquistare la Museum Pass, che con soli 22€ permette di visitare tutti i siti culturali/museali della provincia di Trento e Rovereto. Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per le vie di Borgo Valsugana e racimolato del cibo per una cenetta fai da te. Quella notte abbiamo dormito in un piccolo appartamento prenotato tramite Airbnb, Cate’s Home, in località Margoni.

Giorno 4 – Un giorno a Rovereto

Il territorio nella provincia di Trento e Rovereto è un’inesauribile fonte di opportunità per praticare attività all’aria aperta, assaggiare i prodotti gastronomici unici che qui si producono, imparare tutto sull’allevamento delle mucche e la produzione del formaggio, per conoscerne la storia grazie ai numerosi castelli che punteggiano le vallate e le montagne, per ammirare eccezionali musei. Per noi, tappa obbligata è stata infatti il Mart di Rovereto, fra i più grandi musei d’arte contemporanea in Italia. Al Mart abbiamo dedicato la mattinata ammirando i nostri idoli artistici. Nel pomeriggio invece ho passato lo scettro a Carlo che, ahimè, ha insistito per visitare il Museo Storico Italiano della Guerra. Se non si è degli appassionati di storia, uniformi e armi, si può facilmente pensare di passare oltre, ma la location lo rende in realtà una fermata irrinunciabile per chi visita Rovereto. Il museo infatti si trova all’interno del Castello di Rovereto, che in effetti costituisce un vero e proprio percorso parallelo. I bastioni, i torrioni, le sale del castello ospitano una nutrita collezione di armi, divise e oggetti militari. Il Castello è un’antica fortificazione militare risalente al Quattrocento. Per visitare l’intero complesso si impiegano un paio d’ore ed il biglietto d’ingresso costa 7,50 € intero. Facendo un breve calcolo si capisce subito quanto sia conveniente la Museum Pass, il cui costo viene ripreso facilmente. Altro museo che vale la visita è la Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero che rappresenta un eccezionale esempio di museo fondato dall’artista stesso in onore del movimento futurista e dell’arte contemporanea. A sera abbiamo cenato presso l’Osteria del Gufo a Folgaria, un piccolo paese che si trova sulle montagne nella provincia di Trento, località gettonata per i suoi sentieri escursionistici in estate e come stazione sciistica in inverno. Per la notte abbiamo sostato nel vicino Villaggio Albergo Nevada.

Giorno 5

Un sistema composto da decine di castelli è fra i tratti distintivi di tutto il Trentino – Alto Adige. Si inserisce in questa rete anche l’insieme delle fortificazioni e dei castelli che circonda e coinvolge la città di Trento, nelle cui vicinanze si trovano Castel Stenico, Castel Caldes, Castel Thun, Castel Beseno, e proprio nel centro storico del capoluogo, il Castello del Buonconsiglio. Maggiormente interessati alla città di Trento abbiamo deciso di visitarne uno soltanto fra quelli fuori Trento, poiché si trovava vicino a dove alloggiavamo, Castel Beseno. Il castello si erge imponente in cima ad una collina, a guardia delle valli dell’Adige e si tratta del complesso fortificato più ampio della regione. Di origini medioevali, è stato stravolto in aspetto e dimensioni durante il Cinquecento. Per molto tempo caduto in disuso, ad oggi è un meraviglioso sito culturale che vale assolutamente la pena visitare. Il castello è bellissimo e dall’alto delle sue mura offre la vista di un panorama molto suggestivo. Più tardi ci siamo recati a Trento, dove abbiamo visitato il MUSE (Museo delle Scienze), che vale la visita anche soltanto per il suo edificio, progettato da Renzo Piano. Col senno di poi avremmo fatto bene a proseguire il nostro tour dei castelli fuori città perché penetrare nel centro di Trento con l’auto è stata una pessima idea. Per chiunque visiti la città raccomando di lasciare l’auto in uno dei parcheggi leggermente esterni e di raggiungere il centro a piedi o con un mezzo pubblico. Purtroppo, avendo poco tempo a disposizione, abbiamo deciso di tentare la sorte e parcheggiare direttamente al Castello del Buonconsiglio, ultima tappa del nostro viaggio. Morale della favola: ci siamo infilati in un ginepraio di auto e ztl che hanno messo un punto alla nostra vacanza. Tuttavia, al di là degli imprevisti e delle varie sfortune, devo concludere che è stata un’esperienza bellissima; ogni singolo posto visitato ci ha lasciato qualcosa nel cuore e tutti quelli che ci siamo persi costituiranno motivo per tornare a vivere con più calma questa regione tanto spettacolare, la cui natura e cultura inebriano lo spirito ovunque si posi lo sguardo.

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