Arte Sella, arte ad alta quota

Visitando Arte Sella ho realizzato un sogno. Amo l’arte e ad essa ho dedicato i miei studi e, negli anni, molto del mio tempo libero, ma più di ogni altra forma d’arte amo quella che va alla ricerca di valori primordiali e intrinseci, di relazioni simbiotiche in un continuo gioco fra dare e avere. Trovo, per questo, che l’incontro tra arte e natura sia il più poetico di tutti. Secolare è la tradizione italiana dei giardini di scultura e, più che in qualunque altro tra questi, ad Arte Sella l’arte si inchina devota alla natura, in nome di un reciproco ed imprescindibile rispetto. Fondata nel 1986, le opere d’arte qui esposte appartengono ad una branca dell’arte definita Art in Nature,una sorta di parente, ma molto meno invasiva, della Land Art. E di questa corrente Arte sella è una delle manifestazioni più importanti al mondo.

Come si raggiunge Arte Sella?

Il parco dista circa mezz’ora dal paesino di Borgo Valsugana ed esistono varie opzioni per raggiungerlo. La via più breve è parcheggiando l’auto nell’area di sosta di Malga Costa. Da qui sono circa 700 metri fino all’ingresso, più o meno dieci minuti. Il biglietto si acquista appena fuori dal parco. Si tratta di una percorso circolare per il quale sono stimati 45 minuti di visita…noi abbiamo impiegato 2 ore!

Area Malga Costa e Cattedrale Vegetale

Lo spettacolo è indescrivibile! Apre il percorso un vortice di rami, che intrecciandosi da vita a morbide curve che avviluppano un grande albero, andando a creare una caverna nella quale si può entrare, è Attraversare l’anima di Will Beckers. Poco più avanti sulla sinistra si erge maestosa invece l’opera di Aeneas Wilder, Untitled 169: un’architettura autoportante in legno che vi lascerà senza fiato. La passeggiata prosegue poi sino ad un punto panoramico dal quale si ammira l’opera di Michelangelo Pistoletto. Terzo Paradiso – la trincea della pace,così delicata, così elegante e riguardosa, che non abbiamo potuto che sederci per rimanere a contemplarla. Il sentiero artistico prosegue poi fra spazi verdi e altri ombrosi, nel folto della foresta, si attraversano piccoli corsi d’acqua e si scalano lievi pendii per incontrare il bellissimo Teatro di Sella, utilizzato per gli eventi durante l’estate; e poi ancora, installazioni pendenti dagli alberi come, altre nascoste negli alberi, altre ancora che sono alberi esse stesse come la grande Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri che è diventata simbolo del luogo. Visitando Arte Sella Si percepisce la volontà di scelta di un posto remoto, che rifugge la frenesia delle città, ma che tuttavia rimane volutamente accessibile, poiché il pubblico gioca un ruolo importantissimo, passeggiando, ricercando e contemplando la natura che si rende arte e con essa si confonde.

Villa Strobele

Una volta completata la visita del parco, è incluso nel biglietto anche l’ingresso a Villa Strobele, il luogo dove Arte Sella ebbe origine. Si tratta di un edificio che già noterete sul percorso di andata, avvolto in una grande installazione vegetale nera. Per arrivarci è necessario recuperare l’auto e guidare circa 3 km a ritroso, sino all’ingresso della Villa. L’ambientazione è molto differente da quella del parco, poiché si tratta in questo caso di un vero e proprio giardino che va a completare il percorso espositivo precedente. Qui sono incredibilmente evidenti i segni dell’alluvione Vaia che il 30 ottobre 2018 ha colpito violentemente il Trentino. Il cataclisma ha purtroppo distrutto numerose opere, alcune delle quali sono state ricostruite. La zona è ancora in ricostruzione, possibile grazie ai cittadini, ad aziende e artisti che hanno contribuito. Fra le varie cose, l’evento ha costituito anche un’occasione per introdurre nuove opere come Reservoir di John Grade, una installazione sonora che tende a ricreare il suono del ciclone nei giorni di pioggia e l’albero annodato di Enrique Oliveira, Radice Comune. Non credo sia una casualità che proprio di fronte a queste due opere, ancora completamente inconsapevoli del loro significato, ci siamo maggiormente trattenuti durante la visita, riuscendo a catturare la nostra attenzione e suscitando anche diversi interrogativi.

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